Il cavallo da lavoro nel rettangolo
(Antrhax)

Lavorare il cavallo nel rettangolo è un momento molto importante per il binomio. In questo frangente il cavallo ed il cavaliere devono lavorare insieme per raggiungere un obbiettivo finale comune. Inutile dire che ci sono molteplici teorie su come lavorare ed addestrare il cavallo. Negli ultimi anni stanno prendendo campo nuove teorie "Etologiche" che studiano la psiche e il comportamento equino ed individuano metodi d'addestramento per il cavallo meno "severi" . Non per questo comunque dobbiamo per forza focalizzare la nostra attenzione solo su queste tecniche  e non dobbiamo indicare altri tipi di doma o  d' addestramento come troppo "severi" o non sufficientemente efficaci nel costruire e instaurare il rapporto "Cavallo-Uomo". 
Negli Stati Uniti il cavallo è stato per anni utilizzato dall'uomo come aiutante nel lavoro nelle mandrie e nelle fattorie. Ed ecco che da qui nasce il "Cavallo da lavoro". Nella cultura moderna questa affermazione viene considerata spesso come una crudeltà verso il cavallo pensando che l'uomo lo utilizzi come una "Macchina da lavoro". 
Per il Cowboy il cavallo era sì il suo compagno di lavoro, ma tra loro l'unione era forte perchè assieme dovevano svolgere mansioni importanti e sarebbe stata una grave perdita per il Cowboy perdere un cavallo equilibrato, forte e con cui aveva raggiunto un feeling completo . Per questo motivo il lavoro del Cowboy iniziava il mattino presto accudendo il suo compagno e sistemando sempre i suoi finimenti in maniera tale che non potessero nuocergli portandogli abrasioni e ferite. Il cavallo così divenne una pedina importante nel lavoro quotidiano e per i spostamenti da paese a paese e quindi sempre al centro delle attenzioni dell'uomo che si occupava di fornirgli tutte le cure indispensabili per tenerlo sempre sano ed in forma.  L'addestramento di un "Cavallo da lavoro" inizia a circa 2 anni e mezzo nel tondino dove si cerca di lavorarlo da terra per accrescere la fiducia nell'uomo, il suo equilibrio mentale nonché le fasce muscolari primarie. Sempre nel tondino, il cavallo conosce per la prima volta tutti i finimenti che dovrà indossare nello svolgere il proprio lavoro.

Nel rettangolo
Il lavoro nel rettangolo si può dividere in tre fasi : riscaldamento, lavoro, deaffaticamento.

La prima parte,il riscaldamento, è molto importante per poter preparare fisicamente il cavallo ad affrontare la fase centrale.Questa fase va dai 10 a 15 minuti e dovremo fare in modo di sciogliere e riscaldare tutti i muscoli del nostro cavallo. Per poter ottenere buoni risultati dovremo eseguire delle transizioni di passo, trotto e galoppo, cercando di portare il cavallo ad avere la nostra attenzione e una buona concentrazione. Durante i primi giri di passo chiediamo delle volte, dei cambi di mano e degli stop. Ricordiamo di non eseguire questi esercizi sempre allo stesso punto del rettangolo in maniera da non permettere al cavallo di prevenire le nostre azioni. Nella parte di trotto dobbiamo iniziare a riscaldare i muscoli degli anteriori e dei posteriori cercando di eseguire un' andatura più raccolta possibile eseguendo sempre cambi di mano, volte e magari qualche girata sui posteriori ma non in maniera troppo impegnativa. Nella fase finale di galoppo chiediamo ancora un'andatura raccolta e regolare. Tanto all'inizio quanto alla fine di questa fase è importante chiedere delle "Flessioni di collo" per distendere i muscoli dell'incollatura e sentire il cavallo più leggero in mano.

Nella seconda fase il cavaliere andrà a chiedere al cavallo delle transizioni più impegnative. E' importante comunque stabilire e focalizzare il lavoro che si farà in questa fase centrale su un numero limitato di esercizi. Potremmo quindi lavorare per eseguire al meglio gli stop, gli stop in slide, i Roll Back, i Back, i cambi di mano, le partenze da fermi, ma dobbiamo ricordare di :

1. focalizzare la nostra attenzione su un esercizio
2. non annoiare il cavallo facendo eseguire troppe volte lo stesso esercizio
3. fermare e premiare il cavallo quando esegue l'esercizio in maniera corretta

Durante l'esecuzione di un lavoro specifico dobbiamo alternare vari esercizi. Ad esempio se stiamo lavorando sugli "stop" potremmo alternare questa richiesta a qualche passo di "back" o dei "cambi di mano" per rendere il lavoro nel rettangolo più vario e meno noioso e aumentare la concentrare del cavallo senza fissarlo per minuti interi su un unica richiesta.
Fermare l'esecuzione dell' esercizio principale quando il cavallo risponde alle nostre richieste in maniera corretta ed aiutarlo con un un "rinforzo positivo" , cioè un premio o qualcosa per lui gradevole, aiuterà a fissare nella mente del cavallo che è proprio quello che vogliamo da lui in quella circostanza e come risposta a quella nostra richiesta "Vocale" e "di assetto".

Nella fase finale di deaffaticamento dovremo aiutare il cavallo a smaltire gli acidi lattici che ha accumulato durante la fase di lavoro. Lo lasceremo passeggiare a redini lunghe e incollatura rilasciata fino a che non sarà asciutto.Sarebbe un' ottima cosa, se ci è possibile, uscire per 10 -15 minuti dal rettangolo e svagare il cavallo in campagna al passo.

Cavallo da lavoro.
Un cavallo da lavoro ideale deve avere un equilibrio mentale perfetto. Per equilibrio mentale si intende la tranquillità nell'affrontare qualsiasi situazione senza recare pericolo ne' al cavaliere ne 'a se stesso. In qualsiasi situazione deve rimanere freddo e lucido in attesa del comando che gli viene impartito.
Di solito è un cavallo con struttura ossea consistente e muscolatura pronunciata sia sulle spalle che sulla groppa e sugli arti. Atleticamente deve saper :

- Scattare da fermo
- Stoppare sui posteriori
- Andare di "Back"
- Cambiare direzione velocemente
- Avere resistenza fisica e respiratoria
- Avere andature riunite e comode adatte per affrontare lunghe distanze più rapidamente e sprecando meno energie
- Essere dotato di uno spiccato "Horse Sense"


Horse Sense (Letteralmente "Senno del cavallo")
L' Horse Sense venne individuato nei cavalli dai Cowboy osservandoli liberi per le praterie. I Cowboy si accorsero che i cavalli agivano sempre in modo sensato per es. evitavano pericoli aggirandoli senza affrontare rischi inutili per se stessi e per i componenti dell' intero branco. Nacque così l'espressione "Horse sense" ovvero Buon senso del cavallo. Si accorsero inoltre che i cavalli avevano un udito ed un olfatto molto sviluppati. Essi potevano captare un pericolo da rumori e odori trasportati dal vento che l'uomo non riusciva a sentire; fu cosi' che i cowboy iniziarono a dar peso alle reazioni dei proprio compagni di lavoro.